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LA DICHIARAZIONE PRECOMPILATA

Martedì 11 Novembre 2014 09:25 Giovanni Puggione
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LA DICHIARAZIONE PRECOMPILATA

si fa presto a parlare di semplificazione

C'è chi parla di rivoluzione copernicana, chi di un rapporto più semplice tra fisco e contribuenti, chi pensa che potrà affidare ad un tweet la propria dichiarazione dei redditi, e c’è chi pensa anche che non sarà più necessario rivolgersi dai Commercialisti. La realtà è ben diversa. La dichiarazione precompilata pubblicizzata in questi giorni quale traguardo della tanto annunciata ed agognata semplificazione fiscale, semplifica davvero poco o nulla. Infatti si tratta solo di una nuova modalità, che si aggiunge alle altre già presenti, per dichiarare i propri redditi al fisco. E ciò si sta provando a farlo creando maggiori oneri a carico dei diversi soggetti che intervengono in questo rapporto, mentre per i contribuenti non cambia la sostanza: le tasse saranno sempre le stesse !! Anzi, qualcuno che si lascia catturare da slogan e rèclame corre il rischio di pagare addirittura più di quanto fatto fino ad ora.

Fatta questa premessa, cerchiamo di fare il punto sulle novità che riguardano i contribuenti.

Dal prossimo anno, 2015, in via sperimentale, l'Agenzia delle Entrate (AdE), entro il 15 aprile di ciascun anno, con modalità telematiche renderà disponibile, la dichiarazione precompilata relativa ai redditi conseguiti nell’anno precedente.

Chi sono i soggetti interessati ?

Questa sperimentazione riguarderà solo coloro che possono dichiarare i propri redditi con il modello 730. Ecco perché sarebbe più opportuno parlare di 730 precompilato.

I soggetti coinvolti da questa novità sono i titolari di :

  • redditi di lavoro dipendente;
  • redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente come :
  1. compensi dei soci delle cooperative;
  2. le borse di studio o gli assegni, premi o sussidifini   di studio o di addestramento professionale;
  3. compensi dei co.co.co e co.co.pro.;
  4. le remunerazioni dei sacerdoti;
  5. le indennità percepite dai membri del Parlamento nazionale, quelle percepite per le cariche elettive dello Stato delle Regioni, delle città metropolitane, dei Comuni e quelle dei Giudici Costituzionali,conseguenti   assegni   vitalizi e l'assegno del Presidente della Repubblica;
  6. assegni periodici corrisposti al coniuge in conseguenza di separazione, quelli dipendenti da testamento e gli assegni alimentari;
  7. i compensi percepiti dai lavoratori socialmente utili.
  • reddito da pensione.
  • Sono coinvolti anche coloro che, pur titolari dei predetti redditi da lavoro, al momento della presentazione della dichiarazione non hanno un sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio.

Attenzione il 730 precompilato non è un obbligo. I contribuenti potranno scegliere di compilare e presentare la propria dichiarazione dei redditi mediante il 730 ordinario o il modello Unico.

In cosa consiste il 730 precompilato ?

Una apposita struttura dell'AdE riceverà da determinati soggetti una serie di
dati utili
per predisporre il 730 precompilato, verificandone la completezza, la qualità e la tempestività dei dati trasmessi. L'Agenzia, quindi, individuati i dati che riguardano il singolo contribuente, li utilizzerà per elaborare la sua dichiarazione rendendola disponibile con modalità telematiche. In pratica non la invierà a casa, ma i contribuenti interessati potranno visionarla accedendo ad un'area del sito internet dell'AdE direttamente, dopo essersi accreditati, o per il tramite di Commercialisti, Consulenti del Lavoro, CAF o anche il proprio datore di lavoro che presta assistenza fiscale, ai quali dovrà essere conferita apposita delega.

Quali sono i dati utili ?

Un primo tipo di dati utili sono quelli che dovranno essere trasmessi dai datori di lavoro o enti previdenziali, più genericamente definiti sostituti d’imposta, che hanno erogato pensioni, redditi da lavoro dipendente ed assimilati, certificandoli attraverso un nuovo CUD. I sostituti d'imposta dovranno trasmettere la certificazione in via telematica all' AdE entro il 7 marzo dell'anno successivo a quello di corresponsione dei redditi.

Attenzione i sostituti d'imposta dovranno continuare a consegnare la certificazione cartaceamente ai propri dipendenti entro il 28 febbraio dell'anno successivo a quello di corresponsione dei redditi.

Un secondo tipo di dati perverranno dai soggetti che erogano mutui agrari e fondiari, le imprese assicuratrici, gli enti previdenziali, le forme pensionistiche complementari. Questi trasmetteranno entro il 28 febbraio di ciascun anno all'AdE, per ogni soggetto del rapporto, i dati dei seguenti oneri corrisposti nell'anno precedente:

  1. quote di interessi passivi e relativi oneri accessori per mutui in corso;
  2. premi di assicurazione sulla vita, causa morte e contro gli infortuni;
  3. contributi previdenziali ed assistenziali;
  4. contributi versati alle forme pensionistiche complementari.

Entrambi questi dati, e solo questi, dovrebbero già essere considerati per il 730 precompilato da presentare nel 2015.


Un altro tipo di dati utili è costituito da tutte quelle spese di carattere sanitario per le prestazioni delle Asl, delle aziende ospedaliere, degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, delle  farmacie, pubbliche e private, degli iscritti all'albo dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e così  via. Ma questi dovranno essere trasmessi dal 2015 e quindi potranno essere presi in considerazione nelle dichiarazioni del 2016.

 

Cosa deve fare il contribuente ?

Il contribuente che non si accredita presso l'AdE per ricevere direttamente il 730 precompilato o non conferisce delega a terzi per lo stesso scopo, può sempre presentare secondo gli ordinari metodi la dichiarazione dei redditi.

Se, invece, si attiva per utilizzare il 730 precompilato, avrà a sua disposizione due possibilità : accettarlo così come precompilato oppure modificarlo.

Nella prima ipotesi il contribuente riconosce validi e completi i dati contenuti nello stesso e senza effettuare alcuna modifica presenta la dichiarazione entro il 7 luglio:

  1. all' AdE direttamente in via telematica;
  2. al sostituto d'imposta che presta assistenza fiscale;
  3. a un Commercialista, Consulente del lavoro o CAF, presentando anche tutta la relativa
    documentazione.

Nella seconda ipotesi, il contribuente non riterrà pienamente validi i dati riportati o, come succederà nella stragrande maggioranza dei casi, il 730 precompilato inviato dall’AdE non riporterà tutti i dati relativi agli oneri deducibili e detraibili sostenuti, per i quali il contribuente intende beneficiare degli sconti fiscali, e allora dovrà modificare la dichiarazione ricevuta:

  • operando direttamente;
  • rivolgendosi :
  1. al proprio sostituto d'imposta che presta assistenza fiscale;
  2. a un Commercialista, Consulente del lavoro o CAF, presentando anche tutta la
    relativa documentazione.

In entrambe le ipotesi sarà possibile presentare, in maniera diretta, il 730 precompilato congiunto se anche al coniuge l’AdE renderà disponibile la propria dichiarazione. Diversamente l’eventuale 730 precompilato congiunto potrà essere presentato rivolgendosi ad un Commercialista, Consulente del lavoro, CAF o al sostituto d'imposta che presta assistenza fiscale.

La differenza tra le due possibilità è la seguente.

Accettando la dichiarazione così come precompilata il contribuente non subirà i controlli formali sui dati relativi agli oneri indicati nella dichiarazione precompilata forniti all'AdE delle Entrate. L’unico controllo riguarderà la verifica delle condizioni soggettive per beneficiare delle detrazioni, delle deduzioni e delle agevolazioni. Inoltre non saranno effettuati i controlli preventivi per ottenere i rimborsi superiori a 4.000 euro.

Se il 730 precompilato, invece, viene modificato in maniera tale da determinare un diverso reddito o una diversa imposta, i contribuenti subiranno anche i controlli formali.

Sui controlli formali c’è però da fare una precisazione.

E’ previsto che non saranno effettuati nel caso di un 730 precompilato, presentato senza modifiche direttamente dal contribuente o per il tramite del proprio sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale. Ma se per la presentazione il contribuente si avvale di un professionista o di un CAF, anche nel caso in cui non siano state apportate modifiche, ci sarà il controllo formale che, però, sarà effettuato a carico di questi ultimi soggetti, e non sul contribuente. La cosa strana è che il controllo formale riguarderà anche o solo i dati relativi agli oneri, forniti da soggetti terzi all’AdE e da questa, indicati nel 730 precompilato, dopo la sua verifica. In altri termini l’AdE farà un nuovo controllo formale su dati già da lei verificati.

Ma delle semplificazioni al contrario, del nuovo sistema sanzionatorio, dello spostamento di nuovi oneri a carico di sostituti d’imposta, Commercialisti, Consulenti del Lavoro e Caf, per evitare confusione ed incomprensioni, ne riparleremo in uno specifico intervento.

E’ condivisibile ed auspicabile giungere ad una concreta semplificazione di qualsiasi rapporto tra cittadini e fisco evitando di tramutarla, però, in maggiori complicazioni a carico di professionisti o altri soggetti, di cui se ne cela la gravosità, ma concludendo la disamina delle novità del 730 precompilato, purtroppo, non si può fare a meno delle seguenti osservazioni:

  • E’ abbastanza evidente e diffusa una superficiale “reclamizzazione” della dichiarazione precompilata che può avere effetti negativi per qualche contribuente che, in buona fede, potrebbe perdere il diritto a sconti fiscali.
  • Quanti contribuenti possiedono computer, collegamenti internet, e le conoscenze informatiche per riuscire ad accreditarsi sul portale telematico dell’Agenzia delle Entrate “Fisconline” e così operare direttamente senza l’ausilio di un Commercialista, Consulente del lavoro o CAF ?
  • Oltre ai redditi da lavoro dipendente, assimilati e di pensione, i dati utili dell’anno 2014 che l’AdE si limiterà a considerare sono alcuni oneri detraibili o deducibili relativi a interessi su mutui, polizze assicurative e versamenti previdenziali anche complementari. Per beneficiare di sconti e riduzioni fiscali per spese mediche, erogazioni liberali ad Onlus, ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico, spese sportive, funebri e così via, bisognerà modificare il 730 precompilato, dovendo ricorrere proprio all’assistenza di Commercialisti, Consulenti del Lavoro o CAF. Non farlo potrebbe costare molto di più del presunto risparmio del compenso da corrispondere al Professionista o CAF.
  • Quanti contribuenti potranno verificare direttamente l’esattezza dei dati trasmessi all’AdE dai sostituti d’imposta e da soggetti terzi, rispetto alla corretta considerazione di familiari a carico, ammontare percentuale di deduzioni o detrazioni ?
  • I dati di immobili presenti in Catasto, se considerati nel 730 precompilato, come potranno essere valutati e verificati circa la loro giusta imputazione a carico del singolo contribuente ?
  • Il 730 precompilato congiunto potrà essere presentato rivolgendosi ad un Commercialista, Consulente del lavoro o CAF se l’altro coniuge non ha ricevuto la dichiarazione precompilata.
Ultimo aggiornamento ( Martedì 11 Novembre 2014 09:31 )
 

TFR IN BUSTA PAGA : Così la tassazione

Giovedì 23 Ottobre 2014 17:48 Giovanni Puggione
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TFR IN BUSTA PAGA

Così la tassazione


Nel testo della Legge di Stabilità 2015 licenziato dal CdM il TFR sarà tassato secondo le regole ordinarie. Pertanto sarà assoggettato all'aliquota marginale del lavoratore che lo avrà scelto.

Con una retribuzione annuale lorda ai fini fiscali fino a 15.000 il TFR sconterà l'aliquota del 23%, fino a 28.000 il 27%, fino a 55.000 il 38% e così via.

Da non trascurare l'impatto delle addizionali Irpef Regionali e Comunali e sul reddito complessivo sul quale verranno calcolate, in misura inferiore, le detrazioni fiscali per lavoro dipendente e familiari a carico.

Con l'attuale tassazione separata, invece, l'aliquota media va tra il 23 e il 26% senza nessuna ulteriore quota per le addizionali e senza nessun impatto sul reddito complessivo utile per il calcolo delle diverse detrazioni.

C'è da evidenziare che a prescindere da questo, l'imposta sostitutiva sulla rivalutazione del TFR accantonato al 31/12 dell'anno precedente, dal 1 gennaio 2015 passerà in ogni caso dall'11% al 17%.

Attenzione. L'erogazione in busta paga del TFR sarà scelta volontariamente dal dipendente (settore privato ed esclusi lavoratori domestici ed agricoli) e decorrerà dalle paghe di marzo 2015. Ma fino al giugno 2018, la scelta non sarà revocabile.

Unica nota positiva per chi può beneficiare del Bonus da 80 euro, è che il TFR in busta paga non dovrebbe essere considerato nel reddito complessivo utile per l'ammontare del bonus.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 23 Ottobre 2014 17:48 )
 

BONUS FISCALE 80 EURO

Martedì 22 Aprile 2014 09:01 Giovanni Puggione
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BONUS FISCALE 80 EURO
Nuovi adempimenti per i datori di lavoro


Se il venerdì santo ha portato la relativa certezza del bonus fiscale solo per milioni di lavoratori dipendenti italiani, altri soggetti stanno acquisendo, in queste ore, la consapevolezza che da maggio, la sua erogazione dovrà essere gestita con ulteriori complicazioni burocratico-amministrative.

Anche se l'ultima parola la si potrà dire dopo la pubblicazione e lettura del decreto in Gazzetta Ufficiale, è certo che i datori di lavoro dovranno farsi carico di verificare mensilmente, da maggio a dicembre, se per ogni loro lavoratore ci saranno le condizioni per erogare il bonus e determinare l'ammontare. Il tutto rispondendo alle numerosissime richieste di chiarimenti che gli pioveranno addosso da parte dei loro dipendenti, sopratutto con situazioni particolari. Chi sarà assunto o licenziato a decorrere da maggio, chi in presenza di più datori di lavoro chiederà ad uno piuttosto che all'altro l'erogazione del bonus, chi durante l'anno cambierà datore di lavoro e chiederà al nuovo di prendere in considerazione i suoi precedenti redditi, chi avrà redditi complessivi costituiti anche da redditi diversi da quello di lavoro dipendente. Da non trascurare la situazione di un lavoratore dipendente che, avendo beneficiato del bonus con un precedente datore di lavoro, con uno nuovo, non avendone più diritto, costringerà quest'ultimo ad effettuare le dovute trattenute.

Sembrerebbe che il Governo, preoccupato solo di non venir meno alla promessa di realizzare un risparmio fiscale tendente agli 80 euro, ad una più ampia platea di cittadini, non abbia avuto remore a tradire le aspettative di coloro che hanno redditi così bassi da non pagare imposte, gli incapienti,  ed a rendere ancor più complicati e numerosi gli adempimenti dei datori di lavoro. Infatti è abbastanza singolare il sistema scelto per calcolare ed erogare il bonus. Il semplice aumento delle detrazioni per spese produzione reddito sarebbe stato il sistema più snello, naturale e corretto.

 

BONUS FISCALE 80 EURO : Ecco le regole

Lunedì 28 Aprile 2014 18:25 Giovanni Puggione
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BONUS FISCALE 80 EURO

Ecco le regole

 

Il decreto n. 66 del 24 aprile 2014 ha ufficializzato, all'art. 1, l'erogazione del bonus fiscale delle ben note 80 euro al mese.

Ecco le diverse condizioni per verificare il diritto al bonus:

 

1.    Beneficiari sono i contribuenti titolari di reddito da lavoro dipendente e assimilato e tra questi :

•    i compensi dei soci lavoratori di cooperative;
•    le borse di studio;
•    le remunerazione dei sacerdoti;
•    i compensi dei co.co.co e co.co.pro.;
•    i compensi dei lavoratori socialmente utili.
Sono considerate assimilate, dando diritto a beneficiare del bonus, le prestazioni pensionistiche erogate da forme di previdenza complementare. Non sono però assimilate le pensioni in genere che, quindi, non danno diritto al bonus.

 

2.    l'imposta lorda determinata sul reddito di cui al precedente punto 1) deve essere superiore alla relativa detrazione spettante. Non si considerano le detrazioni per familiari a carico. Pertanto chi ha un reddito sia da lavoro che complessivo inferiore a 8.146 euro, non può beneficiare del bonus (incapienti).

 

3.    il reddito complessivo annuale non deve essere superiore a 26.000 euro.

Fatte queste verifiche la determinazione dell'importo del bonus è la seguente:

  1. 640 euro se il reddito complessivo non supera i 24.000 euro annuali;
  2. se il reddito complessivo supera i 24.000, il bonus di 640 euro si riduce, fino ad azzerarsi secondo  in base al rapporto dato dalla formula (26.000 - reddito complessivo)/ 2000;
  3. l'ammontare del bonus spettante è rapportato al periodo di lavoro. Se un lavoratore dipendente nel corso del 2014 avrà un rapporto di lavoro che non copre tutto l'anno ma solo 10 mesi, l'importo complessivo del bonus spettante sarà pari a 10 dodicesimi;
  4. i calcoli saranno effettuati dal datore di lavoro che, per procedere alla corretta determinazione dell'importo, dovrà conoscere l'esatto ammontare del reddito complessivo del proprio dipendente. Il reddito complessivo, infatti, potrebbe essere superiore a quello da lavoro dipendente per effetto di altri redditi posseduti dal lavoratore e non conosciuti dal suo datore di lavoro.

L'erogazione del bonus avverrà in rate mensili a decorrere, in genere, da maggio e fino a dicembre 2014, tramite il datore di lavoro, che aggiungerà l'importo spettante direttamente nelle rispettive buste paga.

I collaboratori domestici non riceveranno il bonus in busta paga in quanto il proprio datore di lavoro non ha obbligo di effettuare, a loro carico, le ritenute fiscali alla fonte.


Spetterà al datore di lavoro verificare mensilmente la sussistenza delle condizioni per il beneficio e il calcolo dell'esatto ammontare del bonus, provvedendo ad effettuare conguagli, a debito o a credito, a seguito di variazioni dell'importo.

Il datore di lavoro recupererà l'ammontare del bonus erogato in ciascun mese, a tutti i suoi dipendenti, attraverso una corrispondente riduzione delle ritenute fiscali da versare per lo stesso periodo. Se l'ammontare di queste è inferiore all'ammontare del bonus erogato, procederà a recuperare la differenza dai contributi previdenziali dovuti sempre per lo stesso periodo. Per questi ultimi, però, sembrerebbe non possibile utilizzare la parte relativa all'importo determinato dalle aliquote di computo delle prestazioni.

Dalla lettura della norma e salvo successive precisazioni ecco alcune considerazioni.
Il bonus è erogabile anche in presenza, unitamente ai redditi da lavoro dipendente, di redditi da locazione, di lavoro autonomo o d'impresa, ma anche in presenza di redditi da pensione.
Nonostante un reddito da lavoro pari, ad esempio, a 7.000 euro, il bonus fiscale è erogabile in presenza di un reddito complessivo di 15.000 euro, la cui differenza è rappresentata da reddito da locazione.
Se il datore di lavoro ha un ammontare di ritenute fiscali e di contributi previdenziali inferiore al totale del bonus spettante, non potrà erogare la parte pari alla differenza.
Un contribuente con più rapporti di collaborazione coordinata con o senza progetto, potrebbe incassare più volte il bonus se non comunica  il suo reddito complessivo ad uno dei due committenti.

 

 

 

 


Ultimo aggiornamento ( Lunedì 28 Aprile 2014 18:26 )
 

I REDDITI DEI FABBRICATI 2013

Giovedì 27 Febbraio 2014 20:03 Giovanni Puggione
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I REDDITI DEI FABBRICATI 2013

Le sorprese dell'IMU 2013 sull’IRPEF e le complicazioni della compilazione dell'Unico 2014

Al di là dei disagi economico sociali, l'IMU sperimentale nel 2012 ha determinato effetti positivi sulle imposte dirette dovute sui redditi delle persone fisiche. Il pagamento dell'Imposta Municipale escludeva dall'Irpef e dalle addizionali regionali e comunali i redditi dei fabbricati non locati, compreso quello dell'abitazione principale, posseduti dalla generalità delle persone fisiche, determinando una minore imposta da versare. Inoltre, questi redditi venivano esclusi anche dal reddito complessivo degli stessi soggetti che, in questo modo, beneficiavano di importi di detrazioni fiscali più alti.

Aumentavano quelle previste per il reddito da pensione, da lavoro dipendente o da lavoro autonomo occasionale e così via, nonché le detrazioni per i familiari a carico. In alcune situazioni se ne determinavano addirittura delle nuove. Infatti, il reddito dell'abitazione principale posseduta anche al 50% tra i due coniugi, poteva comportare il superamento del limite di reddito complessivo personale (€ 2.840,51) per poter essere considerato uno fiscalmente a carico dell'altro. Grazie all'IMU 2012 tale situazione è stata superata e così in molti con il modello unico 2013 o il 730 2013 hanno beneficiato di maggiori sconti fiscali.

Ma il ritorno dell’esonero dall'IMU sull'abitazione principale e sulle pertinenze, annulla questo beneficio e con le dichiarazioni dei redditi 2013 da presentare tra qualche mese, non saranno pochi i contribuenti che dovranno restituire le detrazioni per coniuge, figli o altri familiari a carico, tra questi pensionati e lavoratori dipendenti che ne hanno già beneficiato nel corso del 2013.

La sorpresa non è soltanto questa. Anche coloro che possiedono fabbricati abitativi rimasti a disposizione e non locati, ubicati nello stesso comune ove è posseduta l'abitazione principale, dovranno, pur avendo pagato l'IMU, considerare nel reddito complessivo e nel reddito imponibile ai fini IRPEF e delle addizionali regionali e comunali, il 50% della rendita catastale rivalutata e maggiorata di un terzo. In questo modo avranno sia una maggiore imposta che minori detrazioni fiscali. Stessa cosa non succederà al reddito dei fabbricati abitativi posseduti in comuni diversi, tenuti a disposizione e non locati, come la casa delle vacanze. Il paradosso è che mentre un soggetto con più fabbricati abitativi situati in un comune diverso da quello ove è posseduta l'abitazione principale non subirà aggravi fiscali IRPEF, chi invece ha un'abitazione principale costituita da più unità immobiliari distintamente accatastate e non unificabili, dovrà sommare nel reddito imponibile la quota di quella che ai fini IMU è considerata altro fabbricato. Ma anche il reddito del fabbricato abitativo dato in comodato gratuito ad un proprio familiare, sempre situato nello stesso comune dove è posseduta l'abitazione principale, sarà imponibile ai fini IRPEF e delle addizionali, per il 50%.

Infine, nonostante l’esonero dell’IMU per l'abitazione principale, in ben 2400 comuni d’Italia si è pagata la mini IMU che, anche se di appena 10 euro, determina il mantenimento per il 2013 delle agevolazioni irpef 2012. Lo stesso varrà per le situazioni in cui è stato pagato solo l'acconto o solo il saldo 2013.

A rendere ancor più kafkiana la situazione c'è anche la compilazione dell'apposito quadro della dichiarazione dei redditi dei fabbricati che, ormai, è un vero puzzle.

 


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News

730 PRECOMPILATO

 


 
STABILITA' 2015 RADDOPPIO RITENUTA IMPRESE EDILI

Studio Puggione News 19/10/2014
Sale dal 4 all'8% la ritenuta d'acconto che Banche e Poste devono operare sui bonifici in favore di imprese edili o di altro tipo, relativi a spese di interventi di ristrutturazioni edili e di riqualificazione energetica.


 
STABILITA' 2015 TAGLIO CONTRIBUTI INPS

Studio Puggione News 17/10/2014

Taglio triennale contributi INPS di €  8.060 annui, assunzioni a tempo indeterminato nel 2015, di disoccupati da almeno 6 mesi. Ma eliminazione agevolazioni L 407/90 (azzeramento triennale al SUD contributi INPS ed INAIL assunzione disoccupati 24 mesi).


 
STABILITA' 2015 CONFERMA BONUS 80 EURO

Studio Puggione News 17/10/2014
Confermato, l'impianto 2014 a favore dei lavoratori dipendenti e assimilati. Nessun bonus a pensionati, partite Iva e incapienti. Unica novità il TFR in busta paga non farà cumulo con il reddito complessivo rilevante per corresponsione Bonus.


 
LOCAL TAX

Studio Puggione News 16/10/2014

Unificazione delle imposte comunali no in legge stabilità 2015. Si pensa ad una aliquota standard e detrazioni fisse su Abitazione Principale. Unificazione anche per addizionale Comunale Irpef.


 

Studio Informa

28 febbraio 2014

Unico PF 2014 Le istruzioni per recuperare le ritenute erroneamente subite

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